Figli dell'officina (Sons of machine shop)


I think it must be written during the "biennio rosso" (1919-1921) because of a reference to "arditi" (i.e.: "arditi del popolo" vs fascist "arditi"). I did a kind of translation of the first 2 stanzas:
"Toni" <durruti24@hotmail.com>

FIGLI DELL' OFFICINA (Raffaelli ñ De Feo)

Figli dell'officina
O figli della terra
Già líora si avvicina
Della più giusta guerra.
La guerra proletaria
Guerra senza frontiere
Innalzeremo al vento
Bandiere rosse e nere.
Avanti siam ribelli
Fieri vendicator
Un mondo di fratelli
Di pace e di lavor.
Dai monti e dalle valli
Giù giù scendiamo in fretta
Con questa man dai calli
Noi la farem vendetta.
Del popolo gli arditi
Noi siamo I fior più puri
Fiori non appassiti
Dal lezzo dei tuguri.
Avanti siam ribelli
Fieri vendicator
Un mondo di fratelli
Di pace e di lavor.
Noi salutiam la morte
Bella e vendicatrice
Che schiuderà le porte
A uníera più felice.
Ai morti ci stringiamo
E senza impallidire
Per líAnarchia pugnamo
O vincere o morire.
Avanti siam ribelli
Fieri vendicator
Un mondo di fratelli
Di pace e di lavor.

Sons of machine shop

sons of land

the hour is getting near

to the rightest war

 

Proletarian war

borderless war

we'll rise at the wind

red and black flags

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

at this site: http://www.alabianca.it/sitoalab-inglese/FRAMESALAREC/framesdds/frdds0x.htm it seems possible to order it on CD.

I've read in "Umanità Nova" that in the next CD by Modena City Rambler there will be a "modern" version of it, but without any reference to anarchism or "red and black flags"....


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